Tornare a sé
Un percorso di evoluzione personale per capire cosa ti guida e avere la libertà di essere te stesso/a.
Non per cambiare chi sei. Non c'è aggiungere qualcosa.
È lasciare andare ciò che ti impedisce di essere te.
Ti è mai capitato di pensare o dirti...
O forse c'è qualcosa che continui a cercare senza sapere esattamente cosa sia.
Stai bene, almeno in apparenza.
Hai persone intorno, cose da fare, magari hai anche lavorato tanto su di te.
Eppure torna quella sensazione strana: come se mancasse qualcosa.
Come se ci fosse una parte di te che non riesci bene a capire e a raggiungere.
Oppure sai esattamente cosa non vuoi più.
Non vuoi più chiuderti, arrabbiarti, controllare, compiacere, scappare.
Non vuoi più ritrovarti ogni volta nello stesso punto e chiederti, dopo, che ancora una volta sei finito/a nello stesso meccanismo.
Non vuoi più reagire sempre nello stesso modo.
Ti accorgi che stai facendo qualcosa che non vorresti fare.
Poi passa e magari ti chiedi: "Ma cos’e? Ma perché caz** reagisco sempre così?"
È una domanda che può essere l'inizio di qualcosa.
Forse non sei semplicemente "fatto/a così".
Ci sono modi di pensare, sentire e reagire che impariamo molto presto e che, a forza di ripeterli, finiamo per scambiarli per ciò che siamo.
Un tempo ti sono serviti per proteggerti e adattarti.
Poi la vita cambia. Tu cambi.
Il problema è quando continuano a guidarti anche se oggi non ti servono più.
Una reazione ha quasi sempre una storia.
Il punto è capire quale.
Capire quella storia non serve a trovare un colpevole, serve a smettere di pensare che quella reazione sia inevitabile.
Capire cosa c'è dietro può cambiare il modo in cui stai dentro a quello che vivi.
E se tu potessi vivere per chi sei?
Dire no senza sentirti in colpa.
Dire sì perché lo vuoi davvero.
Fidarti senza dover controllare tutto.
Amare senza perderti.
Restare quando vuoi restare.
Andare via quando è il momento di andare.
Smettere di chiederti continuamente come dovresti essere, cosa dovresti fare, cosa gli altri si aspettano da te.
Non per diventare un'altra persona, quella persona è già dentro di te.
Per essere libero/a di essere te.
Ma come si fa?
Non cercando di controllare meglio le tue reazioni.
Ma imparando a riconoscere cosa c'è prima.
Quello che succede
Quello che senti
Quello che pensi/temi
Cosa ti spinge a reagire proprio così
Perché quando inizi a vedere cosa ti sta guidando, quella reazione non è più inevitabile.
Puoi comprenderla, scegliere e fare spazio a qualcosa di diverso.
“E se non riuscissi a vederlo e cambiare?”
È normale all'inizio, è questione di pratica.
Poi quando inizi a riconoscere cosa ti attiva e cosa ti guida, puoi smettere di vivere quella reazione come qualcosa di inevitabile.
E da lì si apre la possibilità di scegliere.
E poi qualcosa comincia a evolvere
Inizi a capire cosa ti succede mentre ti succede.
E quello che prima sembrava inevitabile comincia ad avere un margine.
Ti sentirai più libero/a nello scegliere, di dire quello che pensi, di vivere le relazioni senza perdere te stesso/a.
Di seguire ciò che senti, senza dover sempre capire cosa dovresti fare.
Le tue scelte diventano più tue, perché hai iniziato a fare spazio a chi sei, al di là di tutto ciò che hai imparato a essere.
Come si svolge il percorso Tornare a sè
Si parte da te. Da dove sei oggi.
Individuato ciò che vuoi comprendere, il lavoro si sviluppa attraverso tre passaggi:
· 01 ·
OSSERVARE
CIÒ CHE ACCADE
Si parte da ciò che ti porta qui e guardiamo quello che emerge: le situazioni che ti attivano, le emozioni, i pensieri, le reazioni, ...
Guardare e imparare a vederti mentre succede.
· 02 ·
COMPRENDERE
CIÒ CHE TI GUIDA
Mettere in relazione ciò che emerge.
Poco alla volta diventano più riconoscibili gli schemi che entrano, le paure, le convinzioni e le protezioni, il modo in cui influenzano ciò che senti e ciò che fai.
Capire cosa ti sta guidando.
· 03 ·
SCEGLIERE
CON CONSAPEVOLEZZA
Quando inizi a riconoscere ciò che ti guida, puoi accorgerti del momento in cui si attiva.
Ed è proprio lì che può aprirsi uno spazio diverso, tra ciò che senti e ciò che fai.
E qui puoi scegliere.
Cosa possiamo incontrare lungo il percorso
Durante il percorso si può arrivare a guardare:
- gli schemi che continuano a ripetersi
- le ferite che possono ancora condizionare il presente
- le paure che si attivano
- le protezioni che hai imparato a costruire
- le reazioni che partono prima che tu possa scegliere
- le convinzioni che hai
Non per trovare qualcosa da aggiustare.
Per capire cosa ti appartiene davvero e cosa invece hai imparato a fare per stare al sicuro.
Ogni persona porta una storia diversa.
Per questo il percorso prende forma attraverso ciò che emerge negli incontri.
Le domande, i collegamenti, gli esercizi e le modalità di esplorazione vengono scelti in base alla persona e a ciò che serve vedere in quel momento.
La forma si costruisce strada facendo.
Come lavoriamo insieme
Non c'è un percorso uguale per tutti e non c'è una risposta già pronta da trovare.
- Si parte da ciò che stai vivendo e si osserva insieme quello che emerge
- Attraverso il dialogo, le domande e, quando serve, strumenti diversi, si inizia a mettere in relazione ciò che pensi, ciò che senti, ciò che fai e ciò che si ripete
- Io ascolto, osservo, faccio domande e restituisco ciò che emerge
Per aiutarti a vedere ciò che, essendo dentro a quello che vivi, può essere difficile vedere da solo/a.
Il percorso prende forma insieme a te.
Il punto NON è diventare UN'ALTRA PERSONA
È arrivare a sapere chi sei quando non sono gli schemi a parlare al posto tuo.
Dentro di te ci sono tutte le capacità e risorse per stare bene, con tutte le tue caratteristiche.
A volte sono semplicemente difficili da sentire a causa di tutti i muri, protezioni e "dover fare così".
- Capire cosa hai imparato
- Riconoscere cosa ti ha protetto
- Vedere cosa oggi continua a guidarti
E fare spazio a ciò che sei.
E no, non devi arrivare già “pronto/a”.
Puoi arrivare confuso/a.
Puoi arrivare incazzato/a.
Puoi arrivare stanco/a.
Puoi arrivare con una domanda che non sai nemmeno formulare bene.
Si parte da lì.
Cosa può cambiare quando cominci a vederti davvero*
- riconoscere una reazione prima che prenda completamente il comando
- comprendere cosa la attiva.
- vedere gli schemi che prima sembravano semplicemente “il tuo carattere”
- dare un significato diverso ad alcune esperienze
- lasciare andare ciò che continui a portarti dietro anche quando non ti serve più
- sentire più chiarezza nelle tue scelte
- ritrovare una direzione più tua
Sapere cosa ti sta succedendo mentre succede.
E avere finalmente più possibilità di scegliere come starci dentro.
*dipende solo da te ;)
PER CHI È QUESTO PERCORSO
- Vuoi capire davvero chi sei e come funzioni
- Ti fai domande e senti il bisogno di andare un po’ più a fondo
- Senti che alcune cose continuano a ripetersi e vuoi capire perché
- Vuoi osservare il tuo modo di reagire, invece di sentirti in balia di quello che accade
- Sei disposto a metterti in discussione e a prendere un ruolo attivo nella tua vita
- Vuoi imparare a volerti bene senza dover diventare qualcun altro/a
- Senti che è arrivato il momento di fare più spazio a ciò che sei e a come vuoi vivere
PER CHI NON È
- Cerchi risposte già pronte
- Vuoi che qualcun altro ti dica cosa fare o lo faccia al posto tuo
- Non hai voglia di metterti in discussione
- Preferisci evitare ciò che senti o non vuoi guardare più a fondo dentro di te
- Cerchi una soluzione veloce che faccia sparire il problema senza attraversare il processo
- Vuoi cambiare te stesso per riuscire ad adattarti meglio alle aspettative degli altri
- Non vuoi assumerti un ruolo attivo della tua vita
- E non è il luogo giusto quando c'è bisogno di un intervento clinico o psicoterapeutico
Qui non si tratta di aggiustarti.
Si tratta di conoscerti.
Il mio pensiero per te
Ci vuole forza a farlo, e si sta anche male.
Non fossilizzarti sui problemi: sii cosciente di come stai e che tu abbia sempre la spinta di voler stare bene.
Ogni tanto si può mandare in vacca quel lato di noi che è insofferente (magari con un bel vaffanc*** sano) e sapere comunque che c'è da lavorarci ma non con il peso nel cuore, con la voglia di STARE BENE.
È come strappare via qualcosa di molto pesante e incollato bene con quelle colle elastiche.. Ma è l'unico modo per tornare a sé
Ne VALE la pena, OGNI LACRIMA versata per lasciare andare qualcosa che non ti appartiene, a cui ti aggrappavi e tenevi stretto per paura di disidentificarti, di stare solo/a, di voler restare nella tua comfort zone...
Ricordati: io non lavoro per cambiarti.
Lavoro per aiutarti a distinguere ciò che è tuo da ciò che hai imparato.
Chi sono
Ciao, sono Serena Benedetti
Da sempre osservo quello che spesso passa inosservato: quello che c’è dietro a ciò che vediamo.
Per circa 15 anni l’ho fatto nella grafica e nella comunicazione, trasformando ciò che era confuso in qualcosa di chiaro e visibile.
Intanto ho iniziato a osservare me stessa e del perché delle mie reazioni.
Ho cercato per molti anni di capire come poter migliorare. Ho studiato, letto, cercato, provato, ho cambiato prospettiva, mi sono messa in discussione e ogni volta tornavo al punto di partenza.
Ho scoperto che non tutto quello che pensavo fosse “il mio carattere” mi apparteneva davvero.
QUELLO CHE HO CAPITO
Non tutto quello che pensiamo di essere ci appartiene davvero.
Puoi sapere perfettamente cosa dovresti fare e continuare a fare l'esatto contrario.
Alcune reazioni hanno una storia.
E che capire quella storia non significa trovare una scusa: è avere la possibilità di scegliere sé stessi, il proprio bene (sano).
QUELLO CHE ANCORA CERCO
Non ho smesso di cercare, anzi.
Negli anni sono finita in posti parecchio diversi: psicologia, crescita personale, corpo, relazioni, energia, simboli, spiritualità, mondo quantico.
Tutte informazioni che mi hanno aperto porte.
Infatti la ricerca continua… :)
QUELLO IN CUI CREDO
Credo nella consapevolezza, nella responsabilità della propria vita, nella coerenza e concretezza.
Non credo nelle formule del tipo “pensa positivo e tutto arriverà” e nemmeno nell'idea che per stare bene dobbiamo passare la vita a scavare nei nostri problemi.
Senza azione non c’è risultato.
Credo che TUTTI possono stare bene e per arrivarci non è diventare qualcun altro: è riuscire a tornare a noi.
E POI CI SONO IO
Quella che va in giro a dire “il caso non esiste”.
Posso parlare seriamente di comportamenti, schemi, ferite, paure, anima, spiritualità, relazioni e consapevolezza e, cinque minuti dopo, porconare anche per una cosa stupida.
Mi prendo sul serio quando serve.
Ma non mi prendo sempre sul serio.
Perché credo che stare bene non significhi diventare perfetti, illuminati o eternamente zen.
È essere equilibrati.
E forse è proprio per questo che oggi, quando una persona mi racconta quello che sta vivendo, non sento solo le parole.
So cosa significa stare male
So cosa significa cercare risposte e ritrovarsi ancora lì
Non perché la tua storia sia uguale alla mia.
Ma perché so cosa significa stare dall’altra parte di quel dolore.
Ed è anche da lì che nasce il lavoro che oggi propongo.
FAQ
Prima di iniziare: quello che (forse) ti stai chiedendo
Gli incontri durano 45 minuti e si svolgono generalmente ogni due settimane.
Il numero degli incontri dipende da ciò che vuoi comprendere, da quello che emerge durante il percorso e da dove senti di essere arrivato/a.
Non c’è una durata uguale per tutti.
- Prima di iniziare ti spiego come funziona il percorso, come procediamo e qual è l’investimento previsto, così sai fin dall’inizio cosa aspettarti
- Il minimo di incontri sono 4
Preferisco lavorare così perché non credo in un numero di incontri prestabilito: ogni persona arriva con una storia, delle domande e dei tempi diversi.
L’obiettivo non è andare avanti il più a lungo possibile, ma lavorare su ciò che c’è da comprendere finché il percorso ti è utile.
Questa domanda può arrivare.
Ma il percorso non parte dalla ricerca di un colpevole.
Parte dalla comprensione di come funzioni, di cosa ti attivi, di cosa hai imparato e di come tutto questo entra ancora oggi nella tua vita.
La responsabilità non è una colpa. È la possibilità di riprenderti in mano la tua vita.
Da qui può cominciare qualcosa
A volte il primo passo è semplicemente scegliere di guardarsi davvero.
Osservare · Vedere · Comprendere
I percorsi proposti non sostituiscono interventi psicologici. psicoterapeutici. psichiatrici o sanitari quando necessari.
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